Nata a Modena il 2 settembre 1882 e residente a Paganine, massaia. Morta il 6 novembre 1943. Furono ospitati, in casa Vandelli, per un periodo abbastanza lungo, due ufficiali inglesi evasi dalla prigionia, poi messi in salvo dal movimento clandestino. La cosa trapelò, e due spie furono inviate per indagare. Il 5 novembre del 1943 la polizia fascista fece irruzione nelle case Vandelli e Corghi. Non trovando gli uomini a restarono le due “rezdore”: Ermelinda Bartolomasi in Corghi e Coca Vandelli. La prima, donna riservata, mite, religiosa Ehi non resse alla dura prova, specialmente dopo che, negli interrogatori, Furono pronunciate terribili minacce contro il figlio, e nella notte, nella camera di sicurezza che per lei dovette rappresentare una prova atroce, spirò tra le braccia di Coca Vandelli. Ai suoi funerali il marito e il figlio Giuseppe, disperato perché si attribuiva la colpa della morte della madre, furono persuasi e non presentarsi, ma seguirli di nascosto fra i campi, però presenziò tutto il paese. Ermelinda, che lasciò vasto rimpianto e una agghiacciante sorpresa, la quale maturò la popolazione del luogo e impose regole di segretezza maggiori, figura emblematica di quelle madri, che seppur non sempre cedevano al dolore per i pericoli incombenti sui figli, mariti e parenti partigiani, pure soffrirono e piansero e tacquero. Poi avanzando i tempi si adoperarono in ogni modo vincendo il dolore per fiancheggiare validamente alla resistenza
Nata a Modena il 2 settembre 1882 e residente a Paganine, massaia. Morta il 6 novembre 1943. Furono ospitati, in casa Vandelli, per un periodo abbastanza lungo, due ufficiali inglesi evasi dalla prigionia, poi messi in salvo dal movimento clandestino. La cosa trapelò, e due spie furono inviate per indagare. Il 5 novembre del 1943 la polizia fascista fece irruzione nelle case Vandelli e Corghi. Non trovando gli uomini a restarono le due “rezdore”: Ermelinda Bartolomasi in Corghi e Coca Vandelli. La prima, donna riservata, mite, religiosa Ehi non resse alla dura prova, specialmente dopo che, negli interrogatori, Furono pronunciate terribili minacce contro il figlio, e nella notte, nella camera di sicurezza che per lei dovette rappresentare una prova atroce, spirò tra le braccia di Coca Vandelli. Ai suoi funerali il marito e il figlio Giuseppe, disperato perché si attribuiva la colpa della morte della madre, furono persuasi e non presentarsi, ma seguirli di nascosto fra i campi, però presenziò tutto il paese. Ermelinda, che lasciò vasto rimpianto e una agghiacciante sorpresa, la quale maturò la popolazione del luogo e impose regole di segretezza maggiori, figura emblematica di quelle madri, che seppur non sempre cedevano al dolore per i pericoli incombenti sui figli, mariti e parenti partigiani, pure soffrirono e piansero e tacquero. Poi avanzando i tempi si adoperarono in ogni modo vincendo il dolore per fiancheggiare validamente alla resistenza
P. Pedroni, G. Barbieri, "Per non dimenticare", Edizioni Il Fiorino, 1995
I. Vaccari; "Dalla Parte della libertà"; Coop Estense; 1999