Nato a Castelfranco il 7 aprile 1910 e residente nella frazione di Manzolino. Agricoltore coniugato con due figli. Partigiano della brigata sessantacinquesima “Tabacchi” della divisione Modena Pianura col nome di battaglia di “Lino”. Raggiunse il grado di tenente per le spiccate doti. Arrestato per attività partigiana con altri 32 castelfranchesi quasi tutti di Manzolino, fu condotto a Bologna e lì fucilato il 10 febbraio 1945 coi propri compaesani alle fosse di San Ruffillo. Le fucilazioni di San Ruffillo sono legate ad una logica eliminazionista e si collocano nel momento in cui i tedeschi si prepararono a lasciare la città ed eliminarono il maggior numero possibile di prigionieri nelle loro mani.
Nato a Castelfranco il 7 aprile 1910 e residente nella frazione di Manzolino. Agricoltore coniugato con due figli. Partigiano della brigata sessantacinquesima “Tabacchi” della divisione Modena Pianura col nome di battaglia di “Lino”. Raggiunse il grado di tenente per le spiccate doti. Arrestato per attività partigiana con altri 32 castelfranchesi quasi tutti di Manzolino, fu condotto a Bologna e lì fucilato il 10 febbraio 1945 coi propri compaesani alle fosse di San Ruffillo. Le fucilazioni di San Ruffillo sono legate ad una logica eliminazionista e si collocano nel momento in cui i tedeschi si prepararono a lasciare la città ed eliminarono il maggior numero possibile di prigionieri nelle loro mani.
M. Gavioli, G. Barbieri, "Per non dimenticare", Edizioni Il Fiorino, 2000
I. Vaccari; "Dalla Parte della libertà"; Coop Estense; 1999