Rino Gasparini

San Possidonio
14/11/1924
San Giacomo Roncole di Mirandola
11/02/1945
Professione: Falegname 
Ruolo: Partigiano
Status: Caduto
Nome di Battaglia: "Aldo"
Grado: [Comandante]
Brigata: [Distaccamento GAP "Bruni" della 65a Brigata d'Assalto Garibaldi "Walter Tabacchi" (Futura 14^ Brigata d'Assalto "Remo")]
Decorazioni: Medaglia D'Argento Al Valor Militare

La storia

Residente a Santa Caterina di Concordia, lavorava come falegname. Cresciuto in una famiglia dalle forti appartenenze socialiste e antifasciste, Rino Gasparini sarà una delle figure di spicco della Resistenza della Bassa Modenese, dove combatterà col nome di Battaglia "Aldo" già dagli inizi del 1944 all'interno del Distaccamento GAP "Bruni" della 65a Brigata d'Assalto Garibaldi "Walter Tabacchi" (Futura 14^ Brigata d'Assalto "Remo"), fino al suo martirio, avvenuto per tragico incidente. Giovanissimo, saprà opporre la propria resistenza al fascismo già nei primi giorni dopo lo sbandamento dell'8 settembre, quando, già in contatto con i membri del Partito Comunista locale, deciderà di rispondere alla chiamata alle armi della Repubblica sociale per reperire, assieme ad altri compagni di battaglia, armi, munizioni e rifornimenti, per avviare la guerriglia partigiana nella propria terra, di cui sarà fra gli organizzatori di primo piano. Nelle caserme di Modena inizierà a distinguersi stimolando forme di dissenso fra i camerati e riportando a Concordia, assieme ai compagni, diverso materiale. La sua partecipazione fra le file della Resistenza, sebbene già avviata nel 1943, comincerà ufficialmente il 10 febbraio 1944, quando, dopo un bombardamento sulle sedi militari di modena, tornerà a Concordia dall'ospedale militare, decidendo in accordo con i vertici del partito di non tornare più. All'età di soli 19 anni Rino inizierà a distinguersi per il suo coraggio, per l'intraprendenza e per le doti strategiche. Sarà infatti "Aldo", il principale promotore e calcolato organizzatore dell'assalto alla caserma di San Giacomo delle Segnate (Svolta dell'Arrigona) e di Villa Delfini di Cavezzo, punti di svolta fondamentali nella lotta al nazifascismo per la Bassa Modenese. Proprio il suo ingegno, la sua lungimiranza, e la grande responsabilità mostrata costantemente nei confronti dei compagni di lotta porterà la dirigenza della zona a nominare "Aldo" Responsabile delle forze della II Zona e Comandante del Distaccamento Bruni, già a partire dal 15 agosto 1944, posizioni che terrà con fulgido esempio per i compagni di battaglia fino al giorno del tragico martirio. In tale posizione "Aldo" saprà costantemente distinguersi, partecipando a diverse importanti operazioni, fra le quali si ricorda l'accompagnamento della missione esplorativa alleata verso la fine del 1944 e la protezione delle compagne nelle grandi manifestazioni di Concordia del febbraio del 1945. La sua posizione non passerà inosservata nemmeno al comando provinciale che deciderà di nominarlo Comandante della 65a Brigata d'Assalto GAribaldi Walter Tabacchi, che riuniva tutti i GAP della provincia. Nonostante la "promozione", Rino non farà in tempo a mettere a disposizione le proprie capacità in altri settori, poichè l'11 di Febbraio 1945 cadrà per mano amica in un tragico incidente. Due partigiani, recatisi di notte in una casa che ritenevano abitata da un ex maresciallo, intenzionati a portare a termine un colpo sicuro e senza informare il comando centrale, decisero di irrompere nella casa, ignari del fatto che da pochissimo tempo era diventato la nuova base del comando. Giunti sul luogo, i due partigiani verranno fermati da Rino Gasparini e Pippo, che non aspettandosi visite, imporranno l'alt ai due combattenti. Questi ultimi, tratti in inganno dal vestiario dei partigiani "Aldo" e "Pippo" (in questo caso un berretto delle Brigate Nere sarà alla base del fraintendimento), e pensando di essere vittime di una trappola, decidono di fare fuoco. Solo l'urlo del Comandante "Paolo" interromperà lo scontro, facendo così capire ai due partigiani che quelli colpiti erano il Comandante Rino "Aldo" Gasparini e il partigiano Arrigo "Pippo" Storari. Tutti i presenti si precipitarono allora e precipitandosi in un disperato aiuto dei due compagni colpiti, ormai già morti. In una sola notte l'intera Bassa Modenese pagò, per errore, un altissimo tributo di sangue. Rino Gasparini, nel dopo guerra, gli sarà riconosciuto il grado di "maggiore dell'Esercito" ad honorem, e gli verrà conferita la Medaglia d'Argento al Valor Militare alla memoria con seguente motivazione: «Giovanissimo accorse tra i primi in difesa della Patria oppressa dimostrando ammirevoli qualità di organizzatore e animatore. Comandante di distaccamento, si prodigava in numerose operazioni, trascinando i suoi uomini alle più audaci imprese. Solo si opponeva a numerosi nemici e con preciso fuoco della sua arma li sbaragliava, sottraendo in tal modo un compagno alla prigionia. Partecipava eroicamente a numerosi altri combattimenti finchè colpito a morte immolava la sua nobile esistenza interamente dedita alla causa della libertà e della Patria. Preclaro esempio di nobile sentire e spirito di sacrificio». S. Giacomo R., Mirandola, 11 febbraio 1945.
Residente a Santa Caterina di Concordia, lavorava come falegname. Cresciuto in una famiglia dalle forti appartenenze socialiste e antifasciste, Rino Gasparini sarà una delle figure di spicco della Resistenza della Bassa Modenese, dove combatterà col nome di Battaglia "Aldo" già dagli inizi del 1944 all'interno del Distaccamento GAP "Bruni" della 65a Brigata d'Assalto Garibaldi "Walter Tabacchi" (Futura 14^ Brigata d'Assalto "Remo"), fino al suo martirio, avvenuto per tragico incidente. Giovanissimo, saprà opporre la propria resistenza al fascismo già nei primi giorni dopo lo sbandamento dell'8 settembre, quando, già in contatto con i membri del Partito Comunista locale, deciderà di rispondere alla chiamata alle armi della Repubblica sociale per reperire, assieme ad altri compagni di battaglia, armi, munizioni e rifornimenti, per avviare la guerriglia partigiana nella propria terra, di cui sarà fra gli organizzatori di primo piano. Nelle caserme di Modena inizierà a distinguersi stimolando forme di dissenso fra i camerati e riportando a Concordia, assieme ai compagni, diverso materiale. La sua partecipazione fra le file della Resistenza, sebbene già avviata nel 1943, comincerà ufficialmente il 10 febbraio 1944, quando, dopo un bombardamento sulle sedi militari di modena, tornerà a Concordia dall'ospedale militare, decidendo in accordo con i vertici del partito di non tornare più. All'età di soli 19 anni Rino inizierà a distinguersi per il suo coraggio, per l'intraprendenza e per le doti strategiche. Sarà infatti "Aldo", il principale promotore e calcolato organizzatore dell'assalto alla caserma di San Giacomo delle Segnate (Svolta dell'Arrigona) e di Villa Delfini di Cavezzo, punti di svolta fondamentali nella lotta al nazifascismo per la Bassa Modenese. Proprio il suo ingegno, la sua lungimiranza, e la grande responsabilità mostrata costantemente nei confronti dei compagni di lotta porterà la dirigenza della zona a nominare "Aldo" Responsabile delle forze della II Zona e Comandante del Distaccamento Bruni, già a partire dal 15 agosto 1944, posizioni che terrà con fulgido esempio per i compagni di battaglia fino al giorno del tragico martirio. In tale posizione "Aldo" saprà costantemente distinguersi, partecipando a diverse importanti operazioni, fra le quali si ricorda l'accompagnamento della missione esplorativa alleata verso la fine del 1944 e la protezione delle compagne nelle grandi manifestazioni di Concordia del febbraio del 1945. La sua posizione non passerà inosservata nemmeno al comando provinciale che deciderà di nominarlo Comandante della 65a Brigata d'Assalto GAribaldi Walter Tabacchi, che riuniva tutti i GAP della provincia. Nonostante la "promozione", Rino non farà in tempo a mettere a disposizione le proprie capacità in altri settori, poichè l'11 di Febbraio 1945 cadrà per mano amica in un tragico incidente. Due partigiani, recatisi di notte in una casa che ritenevano abitata da un ex maresciallo, intenzionati a portare a termine un colpo sicuro e senza informare il comando centrale, decisero di irrompere nella casa, ignari del fatto che da pochissimo tempo era diventato la nuova base del comando. Giunti sul luogo, i due partigiani verranno fermati da Rino Gasparini e Pippo, che non aspettandosi visite, imporranno l'alt ai due combattenti. Questi ultimi, tratti in inganno dal vestiario dei partigiani "Aldo" e "Pippo" (in questo caso un berretto delle Brigate Nere sarà alla base del fraintendimento), e pensando di essere vittime di una trappola, decidono di fare fuoco. Solo l'urlo del Comandante "Paolo" interromperà lo scontro, facendo così capire ai due partigiani che quelli colpiti erano il Comandante Rino "Aldo" Gasparini e il partigiano Arrigo "Pippo" Storari. Tutti i presenti si precipitarono allora e precipitandosi in un disperato aiuto dei due compagni colpiti, ormai già morti. In una sola notte l'intera Bassa Modenese pagò, per errore, un altissimo tributo di sangue. Rino Gasparini, nel dopo guerra, gli sarà riconosciuto il grado di "maggiore dell'Esercito" ad honorem, e gli verrà conferita la Medaglia d'Argento al Valor Militare alla memoria con seguente motivazione: «Giovanissimo accorse tra i primi in difesa della Patria oppressa dimostrando ammirevoli qualità di organizzatore e animatore. Comandante di distaccamento, si prodigava in numerose operazioni, trascinando i suoi uomini alle più audaci imprese. Solo si opponeva a numerosi nemici e con preciso fuoco della sua arma li sbaragliava, sottraendo in tal modo un compagno alla prigionia. Partecipava eroicamente a numerosi altri combattimenti finchè colpito a morte immolava la sua nobile esistenza interamente dedita alla causa della libertà e della Patria. Preclaro esempio di nobile sentire e spirito di sacrificio». S. Giacomo R., Mirandola, 11 febbraio 1945.
Canova, Franco; Gelmini, Oreste; Mattioli, Amilcare. “Lotta di liberazione nella bassa modenese”. Modena: ANPI di Modena, 1975. pp. 79, 139, 142, 158, 184, 239, 275, 284, 285, 307, 323, 363, 366, 369, 371.
Vaccari, Ilva. "Dalla parte della libertà: I Caduti modenesi nel periodo della Resistenza entro e fuori i confini della provincia. Forestieri e stranieri caduti in territorio modenese". Modena: Coop Estense, 1999. pp. 228, 229.
Comitato per il XXX della Resistenza di Concordia. Rino Gasparini "Aldo", comandante della 14 Brigata Garibaldi Remo, medaglia d'Argento alla memoria. Concordia, 1977.
Silingardi, Claudio. “Una provincia partigiana: Guerra e Resistenza a Modena 1940-1945”. Milano: FrancoAngeli, 1998. pp. 412, 567.
Comune di Mirandola. “Ventennale della Resistenza: memorie della Resistenza mirandolese”. Mirandola: Tipografia Bozzoli, 1965. pp. 17, 45.
“Modena Medaglia d’Oro: 8 dicembre 1947”. Modena: Arti grafiche modenesi, 1947.
“Modena medaglia d'oro alle consorelle italiane decorate del primo e secondo Risorgimento: Modena, 13 dicembre 1953”. Modena: Arti grafiche modenesi, 1953.
Vaccari, Ilva. “La ricerca sui caduti nel periodo della Resistenza modenese”. Estr. da: “Rassegna di storia dell'Istituto storico della Resistenza in Modena e Provincia”, N.S., a. 2. (1982).
Ascari, Terenzio; Ghinosi, Franco (a cura di). “Il cammino della gloria: dal primo al secondo Risorgimento: un secolo di eroismo e di patriottismo modenesi”. Modena: Archivio nazionale cinematografico della Resistenza, 1959. p. 110.
Campana, Mirco (a cura di). “Assalti e battaglie delle formazioni SAP nella Bassa emiliana e mantovana: documenti e testimonianze del comandante Nansen (Archimede Benevelli)”. Modena: Tipografia editrice Immacolata Concezione, 1965. pp. 41, 42, 52.
Gorrieri, Ermanno. “La Repubblica di Montefiorino: per una storia della Resistenza in Emilia”. Bologna: Il Mulino, 1991. p. 331.
Casali, Luciano. “Storia della Resistenza a Modena”. Modena: ANPI, 1980. p. 33.
ANPI di Mirandola. La Liberazione di Mirandola: documenti e precisazioni. Mirandola: Tipolito Golinelli, 1992.
Barbieri, Giorgio; Pedroni, Piero. "Per non dimenticare. Lapidi, cippi, monumenti partigiani nella Bassa Pianura Modenese. Modena: Stampa Grafiche SIgem, 1997. pp. 48, 49, 79.
Pagina web a cura dell’ANPI di Mirandola.
Vai link
Pagina web del portale "Pietre della memoria" relativa al cippo dedicato a Rino Gasparini e Amerigo Storari.
Vai link
Sito web di "Istituto del Nastro Azzurro" dedicato ai decorati al valor militare.
Vai link
Elenco nominativo dei partigiani della provincia di Modena, curato dal Dipartimento di Discipline storiche, antropologiche e geografiche dell'Università di Bologna.
Vai link
Canova, Franco; Gelmini, Oreste; Mattioli, Amilcare. “Lotta di liberazione nella bassa modenese”. Modena: ANPI di Modena, 1975. pp. 79, 139, 142, 158, 184, 239, 275, 284, 285, 307, 323, 363, 366, 369, 371.
Vaccari, Ilva. "Dalla parte della libertà: I Caduti modenesi nel periodo della Resistenza entro e fuori i confini della provincia. Forestieri e stranieri caduti in territorio modenese". Modena: Coop Estense, 1999. pp. 228, 229.
Comitato per il XXX della Resistenza di Concordia. Rino Gasparini "Aldo", comandante della 14 Brigata Garibaldi Remo, medaglia d'Argento alla memoria. Concordia, 1977.
Silingardi, Claudio. “Una provincia partigiana: Guerra e Resistenza a Modena 1940-1945”. Milano: FrancoAngeli, 1998. pp. 412, 567.
Comune di Mirandola. “Ventennale della Resistenza: memorie della Resistenza mirandolese”. Mirandola: Tipografia Bozzoli, 1965. pp. 17, 45.
“Modena Medaglia d’Oro: 8 dicembre 1947”. Modena: Arti grafiche modenesi, 1947.
“Modena medaglia d'oro alle consorelle italiane decorate del primo e secondo Risorgimento: Modena, 13 dicembre 1953”. Modena: Arti grafiche modenesi, 1953.
Vaccari, Ilva. “La ricerca sui caduti nel periodo della Resistenza modenese”. Estr. da: “Rassegna di storia dell'Istituto storico della Resistenza in Modena e Provincia”, N.S., a. 2. (1982).
Ascari, Terenzio; Ghinosi, Franco (a cura di). “Il cammino della gloria: dal primo al secondo Risorgimento: un secolo di eroismo e di patriottismo modenesi”. Modena: Archivio nazionale cinematografico della Resistenza, 1959. p. 110.
Gorrieri, Ermanno. “La Repubblica di Montefiorino: per una storia della Resistenza in Emilia”. Bologna: Il Mulino, 1991. p. 331.
Casali, Luciano. “Storia della Resistenza a Modena”. Modena: ANPI, 1980. p. 33.
ANPI di Mirandola. La Liberazione di Mirandola: documenti e precisazioni. Mirandola: Tipolito Golinelli, 1992.
Barbieri, Giorgio; Pedroni, Piero. "Per non dimenticare. Lapidi, cippi, monumenti partigiani nella Bassa Pianura Modenese. Modena: Stampa Grafiche SIgem, 1997. pp. 48, 49, 79.
Pagina web a cura dell’ANPI di Mirandola.
Vai al Link
Pagina web del portale "Pietre della memoria" relativa al cippo dedicato a Rino Gasparini e Amerigo Storari.
Vai al Link
Sito web di "Istituto del Nastro Azzurro" dedicato ai decorati al valor militare.
Vai al Link
Elenco nominativo dei partigiani della provincia di Modena, curato dal Dipartimento di Discipline storiche, antropologiche e geografiche dell'Università di Bologna.
Vai al Link
starbookbookmarkchevron-down